Venerdì, 20 Settembre 2019

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Tirocigno dei revisori: il doppio dei commercialisti

Il 29 agosto 2012 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 201 i tre decreti attuativi del D.Lgs. 30/2010 dove si delineano le linee fondamentali in materia di riforma della professione di revisore legale.

 

I tre decreti a firma del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono:

  • Decreto 20 3giugno 2012 n. 144 “Regolamento concernente le modalità di iscrizione e cancellazione dal Registro dei revisori legali, in applicazione dell’articolo 6 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 recante attuazione della direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati”;
  • Decreto 20 giugno 2012 n. 145 “Regolamento in applicazione degli articoli 2, commi 2, 3, 4 e 7 e 7, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante attuazione della direttiva 2006/43/CE in materia di revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati”;
  • Decreto 25 giugno 2012 n. 146 “Regolamento riguardante il tirocinio per l'esercizio dell'attività di revisione legale, in applicazione dell'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante attuazione della direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati”.

È bene sottolineare, fin da subito, che le disposizioni dei Decreti di cui sopra sono entrate in vigore il 13 settembre 2012.

Registro dei revisori

Il Decreto n. 144 prevede che il Registro, dall'entrata in vigore del decreto, sia istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e, pertanto, solamente fino al 13 settembre resta di competenza del Ministero della Giustizia.

Premesso, quindi, che l’istituzione del Registro è competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, come stabilito dal decreto legislativo 39/2010, non è ancora ben delineato a chi spetterà nel prosieguo la tenuta del Registro – pubblicità, aggiornamento, etc.- … sembrerebbe che la competenza passi dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti (attuale responsabile della gestione materiale del Registro dopo la riforma dell'Albo unico) alla Consip.

Al registro possono prendere parte le persone fisiche e le società che al momento dell'entrata in vigore siano già iscritte al registro dei revisori contabili (art. 1, D.L. n. 88/1992) e all'Albo speciale delle società di revisione. Potranno altresì essere iscritti anche gli abilitati in uno Stato non appartenente all'Unione Europea con la condizione che sia presente l’accordo di reciprocità.

Coloro i quali fossero iscritti al Registro istituito presso il Ministero della Giustizia,  non potranno inscriversi di diritto al nuovo registro ma dovranno dare opportuna comunicazione (secondo le modalità che saranno individuate dalla Ragioneria generale dello Stato). 3In caso di mancata comunicazione l'iscrizione avverrà d'ufficio ma ai revisori saranno comminate delle sanzioni.

Quale è stata la ragione che ha spinto il legislatore ha creare un altro apparato, quando per anni il Consiglio nazionale dei commercialisti ha tenuto, anche per continuità professionale, materialmente il Registro? C’era la necessità di creare un ulteriore “semi-ordine” nell’era delle semplificazioni? E che ne sarà di quelle persone che sono state assunte per svolgere tali compiti? Interrogativi che meritano quantomeno una riflessione!

Tirocinio

Varie sono anche, e soprattutto, le novità introdotte dai Decreti in materia di tirocinio formativo per l’abilitazione alla professione.

Ciò che merita maggior attenzione è la disposizione del Decreto 146/2012 in materia di tirocinio per l’esercizio dell’attività di revisore legale. Nel particolare, con il Decreto non si è assistito ad una conversione “temporale” del tirocinio in oggetto con quello previsto per l’abilitazione da commercialista, tanto che, la riforma delle professioni (Dpr 137/2012, Legge 148/2011) stabilisce che il tirocinio per l’abilitazione dei commercialisti è pari a 18 mesi, mentre quello dei revisori è pari a 3 anni come disciplinato da una direttiva europea.

Il Governo ha scelto di non dare seguito alla richiesta delle Commissioni parlamentari di parificare la durata del tirocinio. I revisori sono materia «estranea alla delegificazione: essa non è relativa a una professione regolamentata ma a un servizio professionale (erogabile da più tipologie di professionisti)», come esposto nella relazione al Dpr 137.

Nel D.M. n. 146/2012 non vi è, quindi, alcuna norma di raccordo tra i due tirocini, che finora erano coincisi.

*****

Molteplici sono le considerazioni che a tal proposito emergono dalla lettura dei Decreti in oggetto.

In primis, il praticante che completa il tirocinio da commercialista e sostiene con esito positivo la relativa prova per ottenere l’abilitazione si trova costretto a dover prolungare la durata del tirocinio (senza retribuzione!) fino al raggiungimento dei 3 anni complessivi per poter avere l’abilitazione, anche, come revisore dei conti.

Resta, inoltre, ancora da chiarire se, e in che modalità, i commercialisti avranno uno “sconto”, o ancora un esonero, nelle prove di abilitazione per la revisione legale o se saranno obbligati a sostenere un’ulteriore prova.

Per risolvere questa incongruenza sarebbe auspicabile prevedere una sorta di equipollenza tra il titolo di commercialista e il titolo di revisore, in quanto il secondo è complementare al primo; in fondo come si può immaginare un commercialista a digiuno di revisione? impossibile!

Altro problema sta nella difficoltà di scovare un commercialista revisore che, da una parte, retribuisca il commercialista “in quanto tale” e, dall’altra, gli garantisca il tirocinio da revisore!

Il neo commercialista che voglia proseguire la pratica per ottenere il titolo di revisore ha, comunque, una materiale difficoltà a trovare il Dominus disponibile per acquisire quella maggior pratica necessaria (della durata di 3 anni!) al fine di poter conseguire un ulteriore titolo.

Emerge, quindi, la chiara difficoltà, se non l’impossibilità, da parte del “novello” commercialista di poter acquisire il titolo di revisore.

Se confrontassimo le durate dei tirocini dovremmo considerare il revisore attività più “importante” in quanto necessita di maggior pratica?!?

A questo punto, perché ridurre il tirocinio da commercialista e nello stesso tempo ostinarsi a dare continuità ad una direttiva europea che non considera il revisore un professionista, quando di fatto lo è?…si sta indirettamente mettendo in discussione l’importanza formale del tirocinio?

Senza dilungarsi sull’importanza per un giovane abilitato di non restringere in primis le proprie competenze e, successivamente , il campo d’azione si può, sicuramente, affermare, che l’abilitazione di dottore commercialista in aggiunta all’abilitazione in revisione non fa che redere più spendibile il titolo!

Si può obiettare, certamente, che il commercialista sceglie di essere anche revisore e quindi, come in tutte le scelte, debba assumere le dovute conseguenze, ma si ritiene che un dottore commercialista senza abilitazione in revisione dei conti sia come, si passi l’esempio, avere un’auto di Formula Uno e non guidarla mai a tutta velocità!!!

Alla luce delle problematiche emerse il Consiglio Nazionale dovrebbe, non avendolo ancora fatto, esporre quanto sopra nelle sedi dovute. Ciò al fine di “tutelare” quei giovani professionisti che si vedono penalizzati, o ancora impossibilitati, ad avere con il proprio titolo un’abilitazione tipica di un professionista quale il commercialista! Si spera che nel breve termine ci siano dei contributi tali da indurre il governo a discutere su un “cavillo” normativo che crea un problema ai giovani commercialisti i quali sono, giorno dopo giorno, in balia del susseguirsi dei vari decreti normativi!

In conclusione nella patria del diritto si è creato un buco nero tale da impedire la certezza dello stesso! Abbiamo un legislatore nazionale che legifera senza tener conto di quello europeo e gli organi della professione che ingaggiano battaglie su parvula res e perdono di vista problemi macroscopici!