La revisione degli ESRS

Al termine della consultazione in corso dal 31 luglio 2025, l’EFRAG ha inviato alla Commissione Europea, a inizio dicembre 2025, la sua proposta di standard ESRS semplificati, corredati del proprio parere tecnico, che le aziende europee soggette alla CSRD dovranno seguire per rendicontare la sostenibilità.

La Commissione ha dunque proceduto, il 3 luglio 2026, all’adozione degli atti delegati sugli ESRS semplificati e sullo standard volontario per le PMI.

I testi degli atti, poi trasmessi, sono rimasti per oltre due mesi e mezzo al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea per la fase di scrutinio. Una volta terminato il periodo di esame, gli ESRS semplificati sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE). Dunque, il Regolamento delegato (UE) 2026/1563, adottato dalla Commissione Europea il 3 luglio, è stato pubblicato il 21 settembre 2026 in GUUE (unitamente al Regolamento 2026/1560 attinente al VSME) ed entrerà in vigore il 10 novembre prossimo.

Il provvedimento sostituisce i precedenti standard di rendicontazione della sostenibilità con una versione semplificata, nell’ambito del percorso di revisione avviato con l’Omnibus I. Le nuove regole entreranno in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2027, con facoltà di adozione anticipata per l’esercizio 2026, in virtù della disciplina transitoria.

È opportuno ricordare che, il 6 maggio 2026, la Commissione Europea aveva pubblicato in consultazione le bozze finali di due atti delegati: il primo, afferente ai “Revised European Sustainability Reporting Standards”, cioè gli ESRS semplificati; il secondo, relativo allo Standard volontario di sostenibilità (VSME), destinato alle imprese di minori dimensioni e, più in generale, alle imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione previsti dalla CSRD. La consultazione pubblica è rimasta aperta fino al 3 giugno 2026.

Ebbene, la revisione degli standard si basa sull’esperienza delle aziende che hanno iniziato a rendicontare i loro investimenti ESG nel 2024 e su una consultazione pubblica a cui hanno risposto in oltre 700 parti interessate. Il risultato è un insieme di standard più flessibili, più chiari e più semplici da applicare, con una riduzione del 61% delle informazioni obbligatorie, cioè dei datapoint ed eliminazione di tutti i datapoint volontari. Per giunta, la riduzione complessiva delle informazioni richieste supera il 70%, rispetto alla versione originaria degli standard.

Le modifiche più significative attengono all’introduzione di criteri di proporzionalità e semplificazioni in tutte le fasi del processo di rendicontazione. La parte più complessa, cioè la valutazione di materialità (che comporta la decisione su quali temi siano rilevanti), è stata resa più lineare per ridurre la burocrazia e concentrarsi sulle informazioni davvero utili. Anche i requisiti legati alla catena del valore sono più flessibili, permettendo alle imprese di usare stime e non solo dati diretti.  

Il gruppo europeo chiamato a redigere gli standard sostiene che, grazie a queste semplificazioni, le aziende potranno comunicare la sostenibilità in modo più efficace e integrato e non solo nel rispetto della normativa.

I principali aggiornamenti e semplificazioni sono i seguenti:

  • Informazione rendicontata utile e presentata in modo chiaro, non solo per adempiere la norma;
  • Il concetto di “fair presentation” è stato esplicitato. Con questo concetto l’EFRAG intende porre l’accento sulla necessità di un reporting chiaro e trasparente che esca dalla concezione di puro adempimento alla normativa vigente;
  • La valutazione di materialità è più semplice, con meno documentazione e più coerenza con le esigenze di revisione;
  • Maggiore centralità al processo di doppia materialità, introducendo esplicitamente la possibilità di utilizzare un approccio top-down, offrendo alle imprese una metodologia che mette al centro il proprio modello di business;
  • Non è più prevista una preferenza per la tipologia di dati raccolti nell’analisi sulla propria catena del valore, per alleggerire il carico sulle imprese;
  • Sono previste esenzioni, meccanismi proporzionati e fasi graduali per le disclosure più complesse;
  • Informazioni narrative (politiche, azioni, obiettivi) basate su principi e più flessibilità nel modo di presentare le informazioni: focus su come le tematiche di sostenibilità sono gestite;
  • Ristrutturazione degli standard più complessi per garantire una maggior chiarezza e una minor ridondanza delle informazioni richieste: nuovi meccanismi di esenzione o phase-in per le disclosure più complesse, come gli effetti finanziari attesi;
  • Le informazioni narrative richieste sono state semplificate ancorandole ad un concetto “principle based”, con l’obiettivo di renderle più snelle. Inoltre, è stata introdotta una maggior flessibilità sulla loro presentazione all’interno del report. Gli standard sono complessivamente più brevi, chiari e facili da impiegare;
  • Migliora l’allineamento con gli standard ISSB (International Sustainability Standards Board); anche se alcune semplificazioni ESRS vanno oltre quelle previste da ISSB;
  • È stato reso disponibile il nuovo “EFRAG Knowledge Hub” che permette una navigazione interattiva degli standard ESRS precedenti, di quelli Semplificati e del VSME.

Lascia un commento