Il 2 dicembre 2025, l’EFRAG ha pubblicato il proprio parere tecnico sulla semplificazione dei principi europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS). Sulla base di tale parere, la Commissione europea dovrebbe adottare un atto delegato che modifica la prima serie di ESRS.
La revisione degli ESRS, come previsto dal mandato della Commissione, punta a ridurre significativamente il numero di dati obbligatori e a fornire indicazioni più chiare sull’applicazione del principio di rilevanza, in modo che vengano divulgate solo le informazioni effettivamente rilevanti.
Pur riconoscendo i miglioramenti introdotti dalla revisione proposta dall’EFRAG, Assonime ritiene che permangano diverse questioni fondamentali irrisolte, che rischiano di compromettere l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Una prima criticità individuata da Assonime riguarda il principio della fair presentation, in quanto l’introduzione di un nuovo principio negli standard risulta in contrasto con l’obiettivo di ridurre gli oneri di rendicontazione.
- In primo luogo, Assonime sostiene che il principio della corretta presentazione è chiaramente enunciato nella direttiva contabile per l’informativa finanziaria, ma non risulta altrettanto chiaramente enunciato nella CSRD per l’informativa di sostenibilità (né nel testo Omnibus). La conformità agli standard richiede di divulgare solo informazioni rilevanti, quindi non vi è il rischio che la relazione non si concentri su ciò che conta davvero e fornisca informazioni inutili. Inoltre, la conformità implica l’impegno ad avere un processo per identificare le informazioni da riportare. Infine, il concetto di “rappresentazione fedele”, è diverso dal concetto di “presentazione veritiera”. La rappresentazione fedele si riferisce alla completezza delle informazioni relative a un impatto, un rischio o un’opportunità e alle metriche identificate dall’entità; non al fatto che l’intero rapporto di sostenibilità includa tutti gli impatti, i rischi e le opportunità e le metriche utili per tutte le categorie di utenti.
- In secondo luogo, Assonime evidenzia che emergono diversi livelli di maturità della rendicontazione di sostenibilità rispetto alla rendicontazione finanziaria. Mentre il concetto di “presentazione veritiera” è ben consolidato nella rendicontazione finanziaria, i suoi confini sono molto meno definiti nel contesto della rendicontazione di sostenibilità, soprattutto se si considera il principio della doppia materialità, che richiede un approccio multi-stakeholder, rispetto alla prospettiva della materialità finanziaria. Ciò crea una significativa zona grigia in cui l’azienda ha l’onere di determinare ciò che costituisce una rappresentazione veritiera e corretta rispetto a un numero potenzialmente indefinito di utenti e a una quantità indefinita di informazioni.
- In terzo luogo, i rischi associati al principio della corretta rappresentazione, secondo Assonime, aumentano in modo significativo le responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione da un lato e dei revisori dall’altro, poiché la portata delle informazioni da divulgare potrebbe diventare praticamente illimitata.
Assonime ritiene che l’attuale formulazione dell’ESRS sulla corretta presentazione non sia accettabile né attuabile, proponendo di rimuovere temporaneamente il requisito e, nel tempo, di allinearlo il più possibile all’interpretazione dell’ISSB ai sensi dell’IFRS S1 e S2, con l’obiettivo di reintrodurlo nella revisione quadriennale una volta che il mercato avrà avuto il tempo di acquisire esperienza e coerenza.
Altro suggerimento proposto da Assonime è quello di delimitare meglio la valutazione della rilevanza delle informazioni, precisando il ruolo chiave degli utilizzatori principali della rendicontazione. Questa modifica migliorerà anche la convergenza tra ESRS e IFRS.
Come ultima proposta Assonime suggerisce di limitare l’ambito della presentazione equa alle informazioni rilevanti per gli utenti primari, sia per quanto riguarda l’impatto materiale, il rischio o l’opportunità coperti da un ESRS, sia per quanto riguarda le informazioni specifiche dell’entità.
La seconda criticità, evidenziata da Assonime, riguarda gli effetti finanziari attesi, argomento delicato e oneroso per le aziende. Le imprese hanno espresso preoccupazioni in merito alla limitata misurabilità e affidabilità delle informazioni, dovute dalla mancanza di metodologie consolidate. Ciò potrebbe rendere i dati poco attendibili per gli utenti e comportare la divulgazione di informazioni sensibili, con possibili svantaggi competitivi e rischi di responsabilità. Inoltre, tali informazioni potrebbero generare confusione negli utenti rispetto a quanto riportato nei bilanci.
Pertanto, Assonime propone di eliminare gli obblighi di segnalazione delle informazioni relative agli effetti finanziari previsti, che potrebbero essere fornite su base volontaria, almeno fino allo sviluppo di metodologie adeguate a quantificare tali effetti.
In conclusione, la tanto ricercata semplificazione degli standard di rendicontazione appare vanificata in diversi aspetti e questo rischia di far perdere di vista la necessità di costruire uno schema coerente e che mantenga il principio della proporzionalità delle informazioni. Quest’ultimo aspetto sembra essere sempre la cenerentola, mentre è un aspetto centrale in qualsiasi forma di rendicontazione: vanno richieste le informazioni necessarie ed opportune, chiedere ad una PMI lo stesso set informativo di una multinazionale non è pensabile e neppure efficace.